fbpx

A febbraio si pota (ma anche no!)

A febbraio, si pota. Questo è il comandamento del giardiniere.

Può andare benissimo per gli ultra-esperti che al primo sguardo sanno esattamente come e dove tagliare e forse anche perché. Ma se c’è un campo in cui il criterio di esperto è aleatorio e non certificato da nulla se non dalla pratica e da una conoscenza approfondita e quasi quotidiana con le piante e i loro modelli di crescita, questo è il giardinaggio.

I giardinieri del weekend (sia detto senza nessuna ironia: se no che hobby – o passione che a volte sconfina con l’ossessione – sarebbe il giardinaggio?) sono tali appunto perché non lavorano in un vivaio, non hanno un' impresa di giardinaggio né si occupano della tal pianta in modo specifico. Il loro sapere e il loro agire è tutto il giardino e tutto quello che in giardino, a cavallo tra febbraio e marzo, comincia a muoversi.

Quindi, per ritornare alla fatidica legge della potatura a febbraio: non fatevi troppo intimidire da chi, armato di cesoia maglione e cappello, vi guarda con diffidenza perché invece di potare, siete lì che spiate i primi cenni di un risveglio primaverile ancora incerto.

Prima di prendere le forbici per spirito di emulazione, riflettete. Come capire se e dove tagliare una pianta che è ancora un insieme indefinibile di rami apparentemente secchi? Non solo il timore di nuove gelate dovrebbe indurre alla prudenza, ma il senso dell’azione in sé e per sé.

Potare non è un dovere assoluto: lo si fa per contenere, se è necessario – e solo un pochino -  la crescita di una pianta lasciandone intatta la forma e la possibilità di fiorire. Lo si fa per far circolare aria luce e acqua al suo interno. Lo si fa per ringiovanire. Tutte operazioni che potrete affrontare con sicurezza, soprattutto con arbusti e cespugli, aspettando tempi migliori: di solito, marzo o aprile. O, ancora meglio, dopo la fioritura. Allora sì che nel glicine, ad esempio, o nell'ortensia, distinguerete le gemme a fiore, turgide e tondeggianti. E vedrete con chiarezza come procede la ripresa vegetativa di una rosa.

Per le piante, come per noi, l’inverno non è ancora finito.

Stampa