Giardinaggio a parole.
Cose da fare e gesti da imparare prima di passare ai fatti.

La scoperta dell’acqua calda: scegliere piante resistenti è una buona misura preventiva alle malattie delle piante.

È bene sapere che quanto più una pianta è sofisticata nelle forme e nei colori, quanto più ha performances di fioritura strabilianti rispetto alla norma (in natura la rifiorenza continua, nel senso in cui ci ha abituati il mercato, è più unica che rara), tanto meno è resistente.

L’esempio classico sono le rose. Quelle che rifioriscono da maggio in poi, a ottobre di solito sono un informe ammasso di rametti spinosi con qualche fiore all’apice. Le foglie sono state tutte mangiate dai bruchi e quelle che restano sono infestate dalla macchia nera o dalla ruggine.

Evitiamo malintesi: resistenti non è sinonimo di autoctono. In giardino vige la libera circolazione di piante (e uomini).

Porsi (e porre al vivaista) sempre il problema dell’affidabilità di una pianta alle condizioni date.

Negli anni sono state selezionate varietà resistenti, anche in condizioni “difficili”, ad alcune malattie. Le chiamano indenni: definizione ambigua per dire semplicemente che una varietà è meno soggetta di altre alle malattie tipiche della specie. Questo significa che è stata fatta una selezione mirata a quella malattia specifica.

Non a tutte però.

Ph. Marianna Merisi, nell’immagine il roseto di Cascina Bollate

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