Le festuche sono ottime piante da vaso. Tenerle libere dal secco, svettanti e ordinate, aiuta ma non è sempre semplice. Bisogna infatti improvvisarsi “parrucchieri” e trattarle come fossero cani bassotto. Nel post ti spieghiamo come e perché. Anzi, lo spiega il nostro Giovanni che con la sua intuizione, ci ha insegnato a mantenere le festuche “in piega”.

“Esco e mi metto a fare il parrucchiere” che, da uno che si è macchiato di reati contro il patrimonio, è un bel passo avanti, anche se molti sono i parrucchieri che si guardano bene dal fare lo scontrino fiscale per shampoo, taglio e messa in piega.

Ma non di questo si tratta: Giovanni, infatti, ironizza spesso sul trattamento che si è inventato per rendere le festuche – e altre graminacee come Stipa o Eragrostis – più svettanti e ordinate. Molte volte gli è stato detto di pettinarle con le mani in modo da togliere il fogliame secco e le infiorescenze (giacché, per le erbe ornamentali, parlar di fiori è un eufemismo) ma lui non era affatto soddisfatto dei risultati. Finché un giorno ha chiesto di avere un pettine di ferro, quelli con i denti stretti e in acciaio che si usano per strippare i bassotti a pelo ruvido e la vita – sua e delle graminacee – è cambiata: le foglie glauche della festuca, coriacee come setole, una volta liberate dal secco, svettavano e la pianta aveva una forma perfetta.

E’ certo che in giardino o in balcone – le festuche sono infatti ottime piante da vaso – nessuna persona  dotata di buon senso si mette a pettinarle una ad una, esattamente come non cerca gli afidi con il lanternino, a meno di non volersi rovinare la vita e i piaceri del giardino, ma tenere le festuche libere dal secco aiuta.

Il genere comprende circa 300 specie, di cui molte in commercio sono difficilmente distinguibili tra loro, vuoi perché la catalogazione botanica corretta è ancora una chimera tra i vivaisti italiani, vuoi perché le festuche sono davvero molto simili, diverse magari solo per una nuance di grigio del foglia. In natura sono presenti quasi ovunque, in particolare nelle zone temperate. Anche perché quelle con il fogliame più fine ma consistente vengono comunemente utilizzate come componenti delle semine per il prato (in particolare Festuca rubra e F. ovina).

Ultima informazione: la Festuca glauca quando ha formato un bel cespo spesso tende a seccarsi al centro. Per darle nuovo vigore, è bene dividerla a partire dalle zone periferiche creando una miriade di nuove piantine. E’anche una buona idea, per allungarle la vita, ogni tanto tagliarla fin quasi alla base. Se lo si fa, meglio che sia all’inizio della primavera.

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