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Cosa c'è di nuovo / Settembre

Cosa c'è di nuovo / Settembre

Cosa c'è di nuovo‍

[Una torta di zinnie] Un suggerimento per la prossima estate, che questa ha finalmente l’aria di volersene andare. A maggio/giugno (ma non più tardi) sfogliate cataloghi, andate per vivai e comunque cercate zinnie.  Se siete del tipo ansioso e preferite aver tutto sotto controllo, in aprile comprate i semi e poi seminatele. 

Effettivamente le piantine di zinnie non si trovano facilmente: sono da vecchia zia, fuori moda e i fiori da taglio fanno supporre che senza latifondo, orto, serra, capo giardiniere e tutto l’ambaradan dei grandi giardini italiani non se ne fa di niente. Invece no: crescono belle serene anche in un vaso ø 24 o 30 cm, sul ballatoio o sul davanzale. Provvedetele di tutore perché non si spezzi il gambo quando tira vento e tenetele al sole. Nome botanico: Zinnia elegans. Arrivano dal continente americano, molte dal Messico; famiglia delle Asteracee; tante le varietà. Ma non sarà facile reperirle, sapevatelo. ‘Rainette’, verde acido; ‘Swizzle’, bicolor; ‘Profusion’, varietà giapponese molto compatta; ‘Oklahoma’, fiori doppi e molto grandi. Poi Zinnia mexicana ‘Atzec Sunset’ e Z.tenuifolia ‘Red Spider’, dai petali appuntiti e sottili. Eccetera.

Insomma, zinnie come se non ci fosse un domani (forse di questi tempi non è di buon auspicio dirlo). Ma l’anno venturo un mazzo di zinnie vi metterà di  buon umore. Fidatevi. Nel frattempo, se volete venire a vederle,  noi le abbiamo piantate in vivaio davanti alla serra e ce le godiamo. Ancora per qualche settimana le dovreste trovare. Poi soccombono al cambio di stagione. Siamo aperti: mercoledi e venerdi dalle 14 alle 17 e l’ ultimo sabato del mese dalle 10 alle 13.


[L'ape arrabbiata] Qualcuno forse ricorda la foto di una cinciallegra (o una cinciarella?) che sbecchetta dalla bottiglia del latte: era l’Inghilterra degli anni ’20, il latte non era scremato e il milkman lasciava la bottiglia davanti all’uscio. Passato un secolo, le api fanno circa lo stesso.  Quando si trovano davanti a piante morfologicamente non adatte a loro perché arrivano da altri paesi, da altri climi e forse si accompagnano ad altri impollinatori, modificano le strategie. In vivaio succede con  Salvia ‘Skyscraper’. E’un ibrido prodotto in una serie disponibile in diversi colori (ma noi, più sobri, ci limitiamo a coltivare Salvia macrophylla ‘Hot Lips’, S. verticillata,  S. leucantha etc etc). Le api, abbagliate dai suoi fiori, cercano forsennatamente di entrare ma non riescono, girano intorno sempre più accigliate – così ci pare -  e alla fine si ingegnano e bucano il fiore della Salvia ‘Skyscraper’  per arrivare alla meta. Per la serie, fare di necessità virtù.

A proposito: quest’anno le nostre api hanno fatto circa 50 chili di miele. Non tutto grazie a Salvia ‘Skyscraper’, naturalmente. C’è chi lo assaggia e coglie un retrogusto di lavanda: peccato che noi neanche le lavande abbiamo in catalogo.


Nella foto, l'ape arrabbiata con un fiore di Salvia ‘Skyscraper’ (Ph. Andrea D'Ascola)


 [Al 100%]  Non succede spessissimo in vivaio, ma questa volta sì. La capsula di Lilium formosanum che è saltata in tasca a un amico di Cascina Bollate mentre passeggiava nelle campagne di Taiwan era piena di semi: sono germinati tutti. Adesso abbiamo tantissimi gigli di Formosa, il che – essendo un vivaio – è normale. Ma ogni volta ci viene da pensare a quanto siano generose le piante che vanno in giro per il mondo e vi si adattano pure, in una sorta di spontaneo internazionalismo vegetale. Lilium formosanum è un bulbo, fiorisce in estate, sta bene al sole con terreno fertile e ben drenato, in piena terra ma anche in vaso. Raggiunge i 70/90 cm, su ogni stelo può portare più di un fiore e d’inverno scompare. E’ endemico a Taiwan: vuoi mai che questo faccia luce sulle intenzioni dell’imperialismo cinese? 

 

PS: Giglio di Taiwan, ibridi di salvia, zinnie: a questo giro abbiamo parlato solo di fiori ma sappiate che nessuno è per ora sul catalogo on line. Va così, non sapremmo neanche spiegare perché. Ma se proprio volete togliervi qualche sfizio trovate tante altre piante qui. Ed è quasi autunno, il momento giusto per piantarle.

 

Ph. Andrea D'Ascola


La febbre del sabato (mattina)

Il vivaio è aperto al pubblico. Oltre al tradizionale mercoledì e venerdì pomeriggio dalle 14 alle 18, anche l'ultimo sabato del mese, alla mattina. A settembre, il 30 dalle 10 alle 13. Malgrado sia un carcere, in vivaio si entra senza autorizzazione. Ecco come.

La newsletter finisce qui per quasi tutti. A meno che qualcuno sia in cerca di idee per davanzali e balconi.  Nel caso, basta leggere qui sotto.

Il kit di settembre

Metti che ci sia sul balcone qualche vaso vuoto ma non sai cosa farne, metti che navigare on line sì ma solo se è indispensabile, metti che vedere due-fiori-due e magari qualche bacca potrebbe essere un piacere. E che occuparsene un po’  un modo gradevole per passare il tempo. Metti che Cascina Bollate proponga 3 piante che insieme possono funzionare e che magari facciano anche venir la voglia di continuare. Perché no? Questo è il kit di settembre. 

Ci sentiamo tra un mese. Grazie di aver letto fino a qui.

"Il nonno nel piantare le file di fagioli e di pomodori impiegava la stessa precisione che Le Nôtre aveva usato per piantare gli ippocastani alle Tuileries."

(Michael Pollan 'My two gardens', per la rivista Forbes, 13 maggio 1991)  


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