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Cosa c'è di nuovo / Novembre

Cosa c'è di nuovo / Novembre

Cosa c'√® di nuovo‚Äć

[Piccolezze]¬†Provate a googlare ‚ÄėPiccoli giardini‚Äô oppure ‚ÄėSmall gardens‚Äô. Dovrete destreggiarvi tra milioni di risultati: moltissima fuffa e altrettanta aria fritta in versione bilingue, a testimonianza del fatto che negli ultimi 80/100 anni i giardini di citt√†, quelli delle case in campagna e delle villette a schiera sono la misura prevalente del giardinaggio contemporaneo. Il che non √® per forza un handicap. In giardino, lavorare sul piccolo aiuta a coltivare il desiderio: acuta riflessione di un giornalista francese¬†¬†- Jean-Paul Collaert¬†¬†- dal curriculum di tutto rispetto:¬†¬†L‚ÄôAmi des Jardins, La Gazette des Jardins e Jardins de France, la rivista della Societ√† Nazionale di Orticultura di Francia.¬†Tornando a Google. Tra i risultati, una vera chicca:¬†Small gardens and how to make the most of them¬†di Violet Biddle, 1901.¬†A cui sono seguite svariate riedizioni, fino ad arrivare all‚Äôultima, del 2008. Il libro non serve per fare un piccolo giardino¬†¬†‚Äď come √® ragionevole che sia -¬†¬†ma √® comunque pieno di dettagli utili su talee, propaggini, semine. E racconta un modo¬†curioso e divertente¬†di pensare al giardino. Sar√† tanto diverso quando tra 100 anni leggeranno che nel XXI secolo c‚Äôera gente di assoluto buon senso che parlava con le piante? Sfogliando qua e l√†: una volta alla settimana passate una spugna sulle foglie per eliminare la polvere e, per evitare che ingialliscano a contatto con le mani, usate sempre i guanti! E fate attenzione a non bagnare dall‚Äôalto le piante a foglia larga perch√© ogni goccia d‚Äôacqua che resta sopra la foglia fa ingiallire e poi marcire i tessuti. Sui colori in giardino: 1¬į se vi vestite ispirandovi alle sfumature dei fiori, sappiate che anche il giardino pu√≤ rispecchiare i colori del vostro guardaroba; 2¬į diffidate delle descrizioni che si trovano sui cataloghi: sono per lo pi√Ļ scritte da uomini che non solo sono imprecisi ma hanno la vista corta in fatto di colori, tanto da scambiare il rosso fragola con il carminio; 3¬į ricordate che spesso i fiori cambiano colore a seconda dell‚Äôinsolazione e del tipo di terreno. Ultima e saggissima dritta: la regola d‚Äôoro √®¬†innaffiare una pianta solo quando lo richiede e bagnare a fondo. E cos√¨ si capisce perch√© l‚Äôirrigazione automatica √® una s√≤la, per quanto comoda.


[Corto circuito]¬†Arriva la foto di una lapide, grazie all'acume del giardiniere pi√Ļ giardiniere di Milano, Manuel Bellarosa. E i pensieri si rincorrono.

1/ Non ci sono pi√Ļ le ortensie di una volta, questa addirittura 90 anni √® vissuta. 2/ Se era bella, come sta scritto sulla lapide, forse in quel vecchio giardino ligure (la foto √® stata scattata nel cimitero di Zoagli), c'erano anche ortensie brutte o che non piacevano a chi si curava del giardino. Ma in quegli anni oltre alla gettonata Hydrangea macrophylla c'erano altre alternative pi√Ļ o meno apprezzabili? H. arborescens, H. serrata, H. paniculata etc. etc. erano gi√† disponibili sul mercato o solo merce rara per i collezionisti?¬† E perch√© mai pi√Ļ brutte di una H. macrophylla? 3/ Ma quanto sarebbe utile che i giardinieri oltre a saper fare il proprio mestiere conoscessero¬† pure un po' di storia dei giardini e delle loro piante? Magari sapessero¬† anche qualcosa¬† sull'evoluzione della produzione florovivaistica! Non √® che solo in Olanda si fabbricano piante: altrove addirittura si coltivano. 4/ Siamo certi che quella bella ortensia fosse una macrophylla? Impossibile scavare, non si troverebbe niente ed √® un attimo passare da profanatori di tombe, soprattutto dopo il lungo weekend dei morti con Halloween che impazza. 5/ Davvero viviamo in un mondo che talvolta √® cos√¨ meraviglioso da dare onorata sepoltura non solo ai propri cari (cani e gatti inclusi) ma anche a una pianta amatissima? √ą chiedere troppo di dare sepoltura anche ad altri,¬† come i morti delle guerre, quelli del Mediterraneo e delle catastrofi climatiche? Ed √® precisamente in questo momento che le fantasie idilliache si infrangono contro la realt√†. Nome: Ortensia, Cognome: Bella. Defunta a 90 anni. Speriamo abbia avuto una buona vita e soprattutto una buona morte. Requiescat in pace.


Ph. Manuel Bellarosa


[Navigare in giardino] Specializzata in piante, giardini e dintorni, dice di sé. Vive nella contea di Bucks, in Pennsylvania. Da 22 anni coltiva il giardino di Hayefield, ne scrive e lo fotografa: bene in tutti e due i casi. Si chiama Nancy J. Ondra e ha l'aria di sapere quello che fa, anche quando mette i puntini sulle i: Hayefield è un giardino privato, non è aperto al pubblico e lei neanche perché non fa conferenze né partecipa a dibattiti. Diciamo che la captatio benevolentiae non è la sua cifra e di questi tempi è piuttosto insolito. Anche il suo blog ha un andamento irregolare. Anzi, stagionale: di solito, da marzo/aprile fino a ottobre. Perfettamente in sincrono con le annuali e le perenni che coltiva e fotografa. Poi produce semi, con un catalogo on line dettagliato (descrizione della pianta e istruzioni per la semina) e generoso. Insomma, tutto molto semplice e bello.  Anche se lo shop on line è assolutamente virtuale perché Lady  Ondra spedisce solo negli Stati Uniti. Resta il piacere di leggerla. Morale: guardare ma non toccare.


Riposo (vegetativo) per tutti

Anche il vivaio, come le piante, ambisce a un periodo di riposo.¬† Ci piacerebbe¬† essere delle marmotte e¬†andare in letargo fino a marzo. Non si pu√≤, quindi continueremo a fare le cose che i giardinieri fanno d'inverno (sperando che arrivi) e ci auguriamo che nebbia, brina, neve e pioggia ci rallentino almeno un po'.¬† Siamo pigri, vivaddio.¬† Il vivaio quindi dal 25 novembre¬†√® chiuso¬†al pubblico. Siamo comunque raggiungibili via mail a info@cascinabollate.org¬†e le piante sono sempre disponibili onlineÔĽŅ. Anche la newsletter continuer√† a arrivare.¬† Per il resto ci rivediamo tra febbraio e marzo. La data precisa la stabilisce lo yeti. Ve la faremo sapere appena l'uomo delle nevi ce la comunica.

Ci sentiamo tra un mese. Grazie di aver letto fino a qui.

 "Se da un lato teniamo in gran conto il nostro paradiso privato dall'altro oggi abbiamo anche bisogno di un giardino condiviso con altri, in cui chi dimora in città possa ritrovare quel ristoro, quel senso di spazio e quel contatto con la natura che i nostri antenati conoscevano quotidianamente nella vita di campagna"

(Sylvia Crowe  'Il progetto del giardino' Franco Muzzio Editore, 1989)


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Siamo il vivaio nel carcere di Bollate a Milano.

Cascina Bollate √® una cooperativa sociale in cui lavorano giardinieri liberi e¬†giardinieri detenuti che imparano un mestiere che d√† un senso alla loro pena, finch√© sono dentro,¬† e una chance al loro futuro, quando usciranno. Perch√© imparare un lavoro in carcere √® un buon modo per non tornarci pi√Ļ.



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