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Cosa c'è di nuovo / Dicembre

Cosa c'è di nuovo / Dicembre

Cosa c'√® di nuovo‚Äć

[Bicchiere mezzo vuoto] Modi diversi di vedere la stessa cosa. Questo potrebbe essere un semplice camion deplorevolmente abbandonato in mezzo alla campagna bellunese e sommerso dalle erbacce, precursore di un cimitero di auto e futuro ricovero per senza tetto, poveracci, scappati di casa e puttane (là dove c'è disagio ci sono sempre donne di malaffare, si sa). Ma la stessa foto può diventare motivo di consolazione per chi si augura che la natura poco alla volta riprenda i propri spazi. Dalle ruote spuntano buddleje e basta un po' di fantasia per immaginare come si moltiplicheranno tra qualche anno, quando in estate saranno coperte di fiori violetti e profumati. Dando ancora un po' di tempo al povero camion abbandonato e scongiurando il pericolo dell'intervento umano, scopriremo che scomparirà sotto un diluvio di vegetazione spontanea, non solo Buddleja davidii ma anche sambuchi, noccioli, cornioli, Heracleum mantegazzianum (altra bestia nera del purismo botanico, insieme alle buddleje). E diventerà un rifugio per lumache, passerotti, serpi, topolini e toponi, lucertole, conigli selvatici e lepri. Senza neanche stare a scomodare troppo biodiversità, terzo paesaggio e Gilles Clément, la natura potrebbe aver la meglio sul trasporto su gomma: alleluja!


[Bicchiere mezzo pieno]¬†Ovvero le buddleje che la prossima estate fioriranno da sotto le ruote del camion abbandonato. Quella nella foto √® una Buddleja fallowiana, originaria dell'Ovest della Cina, dal portamento eretto e piuttosto ordinato e fiori molto profumati. Ma la vituperata Buddleja davidii¬†non √® troppo diversa (ci perdoni per il pressapochismo il fine botanico che casualmente ci leggesse), soltanto un po' pi√Ļ esuberante. Cresce lungo le massicciate delle ferrovie, tra le rotaie del tram e nelle crepe del cementoÔĽŅ e generalmente colonizza sia gli spazi abbandonati dall'uomo sia quelli che l'uomo vorrebbe destinati a proprio esclusivo uso e consumo. Fa parte del centinaio di specie¬†originarie dell'Asia e del¬†sud Africa, naturalizzate anche in Europa,¬†che rispondono al nome di Buddleja (famiglia delle¬†Scrophulariaceae)¬†coniato da¬†Linneo¬†in onore di un pastore d‚Äôanime inglese del XVII secolo, anche lui fine botanico,¬†Adam¬†Buddle.¬†

Ultime parole sul genere: i fiori sono violetti ma ci sono anche Buddleja a fiori gialli, viola melanzana, rosa neonato/a o rosso magenta (le trovate qui¬† e qui oppure qui¬†e anche altrove). Se volete saperne di pi√Ļ c'√® un'autorevole guida pubblicata dal nume tutelare dei giardinieri d'una volta, la Royal Horticultural Society, dall'inaspettato titolo di¬†'Buddlejas'.¬†

 

Ph. Marianna Merisi


[Tanti auguri!]¬†Buon Natale e buon anno (di pi√Ļ) da tutta Cascina Bollate, liberi e/o detenuti.

Ci sentiamo tra un mese. Grazie di aver letto fino a qui.

 

Ph. Andrea D'Ascola


 "I prati smaltati di fiori sono l'unico laboratorio del botanico. La passeggiata è la sua unica fatica. Egli porta facilmente tutti i propri attrezzi in tasca, non si occupa che di oggetti amabili e non vede che delle ghirlande per pastori là dove l'erborista non vede che erbe per lavande. Per essere uno studio delizioso non manca alla botanica che d'essere sottratta al medico e restituita al naturalista"  tratto da Fragment de botanique, ca. 1777 

(Jean-Jacques Rousseau 'Lettere sualla botanica' ed.Guerrini e Associati, 1994)


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