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Cosa c'è di nuovo / Febbraio

Cosa c'è di nuovo / Febbraio

Cosa c'è di nuovo‍

[Giardinieri per un giorno] Avevamo un'usanza, prima del Covid, ed era quella di fare del vivaio - almeno in certe occasioni - un luogo di conoscenza oltre che di vendita delle piante. Siamo finalmente usciti dal torpore dell'isolamento (che in carcere è la pena più pena di tutte) e abbiamo deciso di ricominciare con 'Giardinieri per un giorno'. Se fossimo fiscali diremmo Giardinieri per mezza giornata, ma volete mettere? In realtà si comincia alle 9 e si finisce intorno alle 13, tutti i primi sabati del mese (per ora 2 marzo, 6 aprile, 4 maggio e 8 giugno).  Le prime due ore circa sono dedicate a una sorta di corso di giardinaggio pratico informale (si parlerà di un argomento specifico: dai trapianti e nuovi impianti alle potature, dalla riproduzione delle piante alle malattie più comuni, etc etc). Il 2 marzo al centro ci sarà il passaggio alla primavera: concimi, trapianti, nuovi impianti. Anticipiamo la domanda: e le potature? Tempo scaduto: ma almeno vi spiegheremo perché. E si farà esperienza concreta lavorando insieme ai giardinieri di Cascina Bollate. Alla fine, un giro in vivaio. Poi tutti a casa. Sperando che portiate con voi un bagaglio di chiacchiere, cazzeggio e scambio di informazioni tra giardinieri appassionati (onore eterno a Rudolf Borchardt per il suo libro-cult). Perché saltabeccheremo tra la lamentela (e che giardinieri saremmo se non fossimo anche un po’ lagne?) e la saggezza del lasciar fare alla natura. Storie di ordinario giardinaggio. Che speriamo siano il preludio anche per un giardino (terrazzo, balcone? vale tutto!) ordinario, che lo straordinario un po’ ci ha rotto le scatole. Ovvero un giardino normalmente bello, normalmente sano, normalmente manutenuto. Un luogo dove giardino e giardiniere reciprocamente trovino pace.


'Giardinieri per un giorno': sabato 2 marzo dalle 9 alle 13

E' necessario iscriversi con una mail a info@cascinabollate.org 

Numero massimo: 30 persone. La visita è aperta a tutti, tranne a cani e bambini/ragazzi sotto i 18 anni (ci spiace, sono le regole d'ingresso in galera). Per arrivare con i mezzi o in auto, le istruzioni sono qui.

E' un carcere: portate un documento e se possibile lasciate il telefono a casa o in auto. E se arrivate con qualche minuto di anticipo, meglio: le procedure per l'ingresso saranno più fluide per tutti. Grazie!


[I nomi delle piante] Sarà capitato anche a voi di incontrare più e più volte una persona senza che questa vi riconoscesse mai: vi sarete sentiti un volto tra la folla, un bipede senza identità, forse anche un uomo senza qualità. Lo stesso effetto probabilmente lo prova chi si sente chiamare “la mia filippina”, “il tuo cingalese”. E senz’altro lo prova anche quel vegetale alto 20 metri che chiamate albero e che sta nello stesso posto da prima che voi nasceste, che vi fa ombra in estate, dal quale cadono le pigne con cui i vostri figli giocano e sul cui tronco il vostro cane fa la pipì. Possibile, forse probabile, che quella pianta per voi non abbia un nome, mentre conoscete marca e modello della macchina parcheggiata lì sotto. E’ caduto un albero: questo si dice quando un carpino viene abbattuto per fare un parcheggio sotterraneo, un platano soccombe a una tempesta di vento. Spesso, per una pianta che se ne va, ne arriva un’altra. Così un abete di 80 anni viene sostituito da un frassino alto 2 metri e mezzo e chi s’è visto s’è visto. Altro che uno vale uno: con le piante, il più delle volte, uno vale zero. La cosa più bella del blog I NOMI DELLE PIANTE è il sottotitolo ‘Uomini, piante e altre storie’. Perché chi dal 2015 lo scrive (nom de plume Cimbalaria) dà un nome ad alberi, arbusti ed erbacee, ne racconta la storia e le caratteristiche. Impossibile allora sedersi sotto l’albero dei fazzoletti (Davidia involucrata) e dimenticare Armand David missionario e grande camminatore (11.000 km a piedi nella Cina del XIX secolo) che salva dall’estinzione un cervo (Elaphurus davidianus), scopre l’esistenza del panda e porta con sè un seme di Davidia involucrata.


Malva Sylvestris

[Impronte. Noi e le piante] A Parma, nel Palazzo del Governatore, fino al 1° aprile è possibile visitare una mostra che indaga il rapporto fra l’uomo e le piante dall’epoca moderna a oggi. Appunto: Impronte. Noi e le piante.La ricchezza del materiale esposto è sorprendente, così come la sua sintesi: 10 sezioni che raccontano come sia cambiata la rappresentazione botanica in relazione alla ricerca scientifica per conseguenza del mutevole rapporto fra l’uomo e la natura. La mostra narra di epoche, storie e protagonisti diversi, aneddoti e curiosità di ogni sorta, come l’ossessione di Ernesto Schick (1925-1991), ferroviere svizzero, per le piante tipiche dei binari e delle stazioni, che lo ha portato a coniarne il nome di flora ferroviaria. Erbari, stampe, riproduzioni in cera, modelli tridimensionali, taccuini, litografie, xiloteche, riproduzioni fotografiche a fini scientifici, fino ad arrivare a immagini ad alta tecnologia atte a osservare le più sofisticate dinamiche fisiologiche, sempre visivamente appaganti. Sono affascinanti le immagini della fluorescenza indotta da luce ultravioletta che ci mostrano come gli insetti vedono le piante. Il blu del capolino di Coreopsis tinctoria e dell’infiorescenza di Monarda sp., per esempio, funge da vera e propria segnaletica rivelando quali sono le parti della pianta che attirano gli impollinatori. La magia della natura, e della mostra, è forse proprio questa: anche la ricerca scientifica applicata alle piante, oltre a dati e tabelle, produce e ha sempre prodotto delle immagini esteticamente incantevoli. Storie, notizie e curiosità si trovano sul sito della mostra, dove un QR-code permette di accedere a tutte le informazioni. Erbacee ed erbacce incluse.

Post scriptum: nella foto Malva sylvestris. Ma se cliccate qui c'è dell'altro: Iris sp., Mirabilis jalapa

 

Testo e foto di Marianna Merisi.


Riapriamo!

Dal 13 marzo il vivaio è (ri)aperto al pubblico. Oltre al tradizionale mercoledì e venerdì pomeriggio dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), anche l'ultimo sabato del mese. Licenza poetica: a marzo sarà il 23 dalle 10 alle 13.
Perché l'ultimo sabato di marzo è praticamente Pasqua. Quindi, auguri.
Tenete presente che, malgrado sia un carcere, si entra senza autorizzazione. Ecco come.

Ci sentiamo tra un mese. Grazie di aver letto fino a qui.

"Cecità botanica significa:

1) incapacità di vedere o notare le piante nel loro ambiente;

2) incapacità di riconoscere l'importanza delle piante nella biosfera e nelle relazioni umane;

3) incapacità di apprezzare le caratteristiche biologiche ed estetiche delle forme di vita appartenenti al regno vegetale;

4) incapacità di superare la visione antropocentrica per cui le piante non sono degne di considerazione."  

(J. H.Wandersee e E. E. Schussler 'Preventing Plant Blindness' University of California Press, 1998)


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Cascina Bollate è una cooperativa sociale in cui lavorano giardinieri liberi e giardinieri detenuti che imparano un mestiere che dà un senso alla loro pena, finché sono dentro,  e una chance al loro futuro, quando usciranno. Perché imparare un lavoro in carcere è un buon modo per non tornarci più.



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